Si può manifestare in tante maniere diverse il proprio disagio; vivere in una cittadina che si vorrebbe più bella, più pulita, libera da intrecci politici e da malaffare e constatare che tutte queste cose sono solo una chimera, questo, è sicuramente un disagio.
Ci sono maniere diverse per esternare questa condizione che ci portiamo dentro: ci sono quelli che imbrattano i muri, quelli che con un blitz lanciano i sacchetti della monnezza nella sede del comune, quelli che la incendiano. Quelli, e sono i peggiori, che con un’alzata di spalle si girano dall’altra parte e fanno finta di niente.
Poi ci sono quelli che non desistono, che non riescono a sporcare muri e comune, ma che usano la parola per cercare di far capire comunque agli altri che qualcosa non funziona. Una protesta pacifica, civile, a colpi di tastiera e mouse. Io mi identifico tra questi.
Chi legge il forum “Quartomondo” sa tutto questo. Si può essere più o meno d’accordo su come si scrive e su quello che si scrive ma non si può essere non d’accordo sul fatto che quelle parole esprimono il disagio di vivere in questa cittadina. Hanno ricevuto delle intimidazioni; anonime, ovviamente.
E allora la spiegazione è servita: se quelli che imbrattano i muri, quelli che buttano i sacchetti nel comune, quelli che incendiano la monnezza non ricevono minacce ma le ricevono quelli che scrivono, vuol dire che queste, sono le persone che fanno più paura.
Erbavvelenata